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![]() A incoraggiare gli autori verso tali argomenti è il Ministero della Cultura Popolare, il famoso Minculpop: è noto il sentimento di favore che il Duce prova nei confronti del mondo agricolo, cui fa da contraltare lavversione per l'inurbamento, fonte di corruzione morale (e di crescita culturale, potenzialmente pericolosa per il regime). Il clima favorisce quindi la nascita di brani che esaltano le virtù delle singole regioni dItalia, o che consigliano apertamente: Se vuoi goder la vita, torna al tuo paesello / che è assai più bello della città". Sono parole di Se vuoi goder la vita, scritta nel 1940 da Bixio e Cherubini, e portata al successo dalla voce tenorile di Carlo Buti. Proprio il toscano Buti fu interprete del più grande successo ascrivibile al filone strapaesano: una ballabilissima polka creata da C. Bruno ed Eldo Di Lazzaro. Questultimo, in particolare, aveva messo in musica le virtù della Romanina e di Rosabella del Molise. In Reginella campagnola il molisano Di Lazzaro adottò come eroina una contadina dellAbruzzo dor: la pastorella di Di Lazzaro, che scendeva in città con lasinello ma poi tornava dalle amiche al paesello, era solita cantare con voce armoniosa: Se vuoi vivere felice, vieni a vivere quassù. Il brano sembra scritto appositamente per il gaio suono della fisarmonica, e non a caso è diventato un classico dei balli contadini. Forse inconsapevoli della sua origine, alcune tifoserie calcistiche ne hanno adottato laria per intonare ritornelli dedicati al campione o allavversario di turno. |
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