Subito dopo il Festival in cui "Nessuno" è stata presentata da Wilma De Angelis e Betty Curtis, il brano viene inciso da una giovane semiesordiente, Anna Mazzini, in quel periodo conosciuta col nome Baby Gate oltre che con quello di Mina.

Si tratta del suo sesto singolo: gli altri 5 sono usciti nel ridottissimo spazio di tre mesi, tempi inconcepibili per la discografia attuale, che prevede l’uscita di un singolo ogni due mesi. Il 45 giri, il quarto pubblicato col nome di Mina (gli altri due erano usciti a nome Baby Gate) esce nel febbraio 1959, ed è composto da due canzoni prese dal festival: sul lato “a” c’è “Tua”, il brano-scandalo di Jula De Palma, sul lato “b” c’è “Nessuno” (lato b).
La prima occasione in cui Mina propone quest’ultima in pubblico è al Festival Rock del Palazzo del Ghiaccio di Milano, cui prende parte anche Adriano Celentano. Ma a lanciare in orbita la cantante e la canzone è la televisione.

Il 4 aprile 1959, durante lo show “Il musichiere” di Mario Riva, il pubblico italiano vede e sente qualcosa di totalmente nuovo. Mina canta “Nessuno” vicino a un juke-box dimenandosi, trascinando le sillabe, saltuariamente “singhiozzando” il brano in stile Platters, dondolando testa, braccia e spalle a tempo di swing, facendo poco per nascondere le ascelle non depilate.
Pochi giorni dopo, la medesima canzone è proposta a “Lascia o raddoppia”. Ricorda Roberto Leydi, all’epoca nel team che sovrintendeva al popolarissimo telequiz:

“Aveva un abito nero lungo, senza spalline, e la preoccupazione dei funzionari della Rai era quel sobbalzare di tette che, sul ritmo del rock, minacciavano ad ogni istante di saltar fuori dal vestito. Ma il seno, pur gagliardamente sobbalzando, non saltò su oltre il limite della decenza televisiva del momento e Mina ebbe il suo battesimo in tv. Mi dispiace di non ricordare i commenti di Mike Bongiorno, ma ho ben presente la sua faccia durante l’esibizione di Mina. Si poteva leggere tutto lo sconcerto di un conformista per bene innanzi a uno spettacolo certo un po’ riprovevole, e contemporaneamente tutta l’ammirazione di un uomo di spettacolo innanzi a un fenomeno che, inserito quasi in un angolo, per tre minuti, in una trasmissione di quiz, dominava la scena, la platea e, certamente, la folla dei telespettatori. E forse un poco di stizza per quella ragazzona cremonese sconosciuta che gli rubava la scena”. (tratto da “Mina: una forza incantatrice”, edito da Euresis)